Sono laureata in Scienze della Formazione continua, indirizzo “Formazione per lo sviluppo delle risorse umane” all’Università di Firenze con una tesi in Sociologia dell’organizzazione.
Nel 2014 ho conseguito, presso il PIN – Polo di Prato Università di Firenze, il Master Europeo in Scienze del Lavoro – MESL il con una tesi in Sociologia generale sul sistema italiano di definizione dei profili professionali e validazione delle competenze in ottica comparata con i sistemi europei (in particolare Francia, Spagna e Germania).
Nel 2016 ho conseguito il Master in Diversity Management e Gender Equality presso la Fondazione Brodolini a Roma e, nel 2021, ho conseguito la Diplomatura in Apredizaje y Servicio Solidario organizzata dal Centro de Altos Estudios Universitarios de la Organización de Estados Iberoamericanos para la Educación, la Ciencia y la Cultura de Argentina (CAEU-OEI), dall’Asociación Civil Centro Latinoamericano de Aprendizaje y Servicio Solidario (CLAYSS) in collaborazione con l’Universidad Nacional de Tres de Febrero (UNTREF).
Sono curiosa. Amo studiare e continuo a farlo. Credo che la conoscenza sia l’unica leva per emanciparsi dalla subalternità, mantenere vivo lo spirito critico e creare contronarrazioni rispetto a quelle egomoniche.
Sono esperta di pedagogia, dal mio punto di vista una scienza sottovalutata ma oggi fondamentale per leggere la complessità del presente, non solo per la sua valenza trasformativa ma anche per la sua capacità di non sottrarsi alle sfide contemporanee: dall’incontro/scontro tra culture e popoli, a quello tra sistemi di sapere e/o tecnologie, tra contesti formali e informali, ecc. La pedagogia è, a mio avviso, la scienza del XXI secolo non solo perché ci consente di attrezzarci emotivamente e cognitivamente a vivere luoghi, tempi e cambiamenti dal punto di vista storico, sociale ed economico ma anche perché è un sapere aperto alle altre scienze umane che consente di analizzare nel dettaglio e in ottica ecosistemica i fabbisogni formativi delle persone e progettare il cambiamento.
In particolare, sono appassionata di pedagogia del lavoro: nello spazio/tempo della complessità il lavoro è una categoria difficile e in continuo cambiamento ma è la più importante categoria educativa in quanto attività costitutiva dell’essere umano, necessaria non solo al suo sostentamento fisico ma, soprattutto, alla sua realizzazione personale e sociale. Interrogarsi continuativamente non solo sugli aspetti quantitativi ma anche su quelli qualitativi del lavoro (non solo “quanto lavoro” ma anche “quale lavoro”), diffondere la cultura del “buon lavoro”, di un lavoro “non per profitto” è una sfida intramontabile per chi si occupa di formazione professionale e continua.
Credo fermamente che l’agire educativo non abbia solo l’obiettivo di far acquisire o perfezionare specifiche professionalità ma che il suo senso stia piuttosto nella realizzazione integrale della persona.
Sono contraria a una visione meramente funzionalistica dei processi di apprendimento e cambiamento in età adulta e credo, come diceva provocatoriamente Lindeman, che “l’educazione degli adulti inizia laddove finisce la formazione professionale”, perché, citando Ovidio, “non c’è niente di più utile delle arti che non hanno nessuna utilità”.
Mi piace viaggiare, ricamare sogni, filare relazioni, creare reti e condividere. Credo nella sorellanza come valore politico.