Salute e sicurezza sul lavoro non sono un adempimento da certificare, sono il modo in cui una comunità decide quanto vale la vita di chi lavora.
I dati più recenti ci dicono che alcuni infortuni diminuiscono, ma le malattie legate al lavoro crescono, e il rischio durante il tragitto quotidiano aumenta: il problema si sposta, cambia forma ma non scompare (fonte: INAIL, Comunicato, 6 marzo 2026 – Denunce di infortuni e malattie professionali). Spesso diventa più silenzioso e più insidioso perché cambia il lavoro stesso, sempre più povero, frammentato, precario, isolato, “grigio” o addirittura “nero” e sfruttato. Lo sanno bene le famiglie di chi non è tornato a casa dal cantiere di via Mariti a Firenze.
Come agenzia di parte sindacale, la cultura della salute e sicurezza ci sta a cuore. Prendersi cura di chi lavora significa non delegare la sicurezza e sicurezza solo a chi è espert@, ma costruirla insieme, con chi vive i luoghi di lavoro ogni giorno, con chi li organizza, con chi li rappresenta. Significa tenere viva la memoria, la conoscenza, la fiducia, la relazione, favorire l’incontro dei saperi.
Perché la salute e sicurezza è qualità del lavoro, è dignità e la “strage” nei luoghi di lavoro deve cessare e la formazione è uno dei principali strumenti per fermarla.