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UN CONCETTO ENORME….

Il concetto di sviluppo sostenibile è stato definito per la prima volta nel report Brundtland come lo sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri (Wced, 1987). L’Agenda 2030 lo descrive come articolato su tre pilastri (oltre al quarto relativo alla governance del sistema): dei tre pilastri che compongono il concetto (sostenibilità ambientale, sostenibilità economica e sostenibilità sociale). La sostenibilità sociale non è finora stata posta sullo stesso piano dei primi due, sebbene intersechi le dimensioni del benessere, dell’equità sociale, dell’accesso ai servizi sociali e sanitari e all’istruzione, un’equa distribuzione del reddito, buone condizioni di lavoro, uguaglianza dei diritti, coesione sociale e inclusione, responsabilizzazione e partecipazione nell’elaborazione delle politiche.

Nonostante l’uso frequente del concetto nella letteratura accademica e nel dibattito politico, non esiste una definizione e una concettualizzazione pienamente condivisa del termine sostenibilità sociale. Boyer et al. nel 2016, per esempio, hanno individuato cinque diversi modi in cui il concetto di sostenibilità sociale è stato applicato nella letteratura e nella pratica:

la sostenibilità sociale come pilastro autonomo e separato dalle dimensioni della sostenibilità ambientale ed economica;

la sostenibilità sociale come vincolo per i pilastri economici e ambientali: lo sviluppo sostenibile in questo caso è considerato un processo di riconciliazione tra le priorità confliggenti di equità sociale, sviluppo economico e protezione dell’ambiente;

la sostenibilità sociale come fondamento per gli altri pilastri, perché costituisce lo stock di capitale sociale necessario per lo sviluppo economico e ambientale, consentendo di compensarne le criticità e le carenze;

la sostenibilità sociale come stimolo per il progresso economico e ambientale e come meccanismo causale di cambiamento ambientale ed economico perché capace di promuovere modi alternativi di pensare, interagire o governare;

la sostenibilità sociale come processo di sviluppo integrato di comunità e di territorio.

… CHE PER NOI E’ “UNA SOMMA DI PICCOLE COSE”

Per una realtà come la nostra, improntata sull’autenticità e sull’espressione di tratti identitari specifici, è importante parlare di sostenibilità sociale senza ricadere in quello che potremmo definire, in sintesi, un “tuttiicoloridelmondowashing”. Non accontentandoci di passare una mano di vernice colorata, per appropriarci indebitamente di virtù ecosensibili, per noi di SMILE Toscana, la sostenibilità sociale non può che essere, come canta Niccolò Fabi, “una somma di passi che arrivano a cento, […] una somma di piccole cose”, una strada in salita, da percorrere con costanza ogni giorno, mettendo in discussione eventuali “scelte sbagliate capite con il tempo”.

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“La marginalità è un luogo radicale di possibilità, uno spazio di resistenza. Un luogo capace di offririci la condizione di una prospettiva radicale da cui guardare, creare, immaginare alternative e mondi nuovi”

bell hooks

In SMILE Toscana la sostenibilità sociale è cura. Ma ci preme anche non indulgere in visioni stereotipate della cura. Di questo termine, infatti, ci convincono, pienamente, poche definizioni. Per noi, cura, è attenzione al dettaglio, al tras-curato, al rimosso, è una declinazione della vita emotiva ad alto potenziale etico, è un’attività cooperativa che oppone un’ontologia razionale a una individualista, è, in sintesi un’azione relazionale. Cura e, quindi, sostenibilità sociale, non come “talismano “aggiustatutto” che si pone al di là di ogni critica […] ma come “tipo di sguardo” che cerca di indirizzarsi, di riferirsi all’insieme oggettivo-soggettivo come una forma che avvolge, attraversa e dispone i singoli particolari” (N. Janigro, R. Màdera, Cura per sé e per il mondo, Editrice bibliografica, 2023, p. 18-19).

In quanto Agenzia formativa, perlopiù di parte sindacale, siamo agenti di senso, con il compito e la responsabilità – attraverso contenuti molto diversi – di curare, ovvero trasformare, lo stile di vita della comunità in cui agiamo, delle organizzazioni e delle imprese in cui operiamo e delle persone che intercettiamo nell’erogazione dei nostri servizi. Non solo, il cuore pulsante della nostra attività è rappresentato dall’attuazione di azioni praticabili a sostegno delle figure più vulnerabili e svantaggiate del mercato del lavoro o in transizione tra scuola e lavoro. Per nostra stessa natura, quindi, siamo un soggetto ad alto impegno e vocazione sociale, la sostenibilità sociale è il nostro “leitmotiv” e la traduciamo in piccoli gesti che caratterizzano la nostra offerta formativa, i nostri servizi e le nostre scelte. Si tratta di pochi principi, scelte metodologiche, riferimenti paradigmatici, talvolta impercettibili, ma che a nostro avviso fanno la differenza per chi, come noi, ha un interesse educativo nei confronti di situazioni di marginalità.

LE NOSTRE PICCOLE AZIONI DI SOSTENIBILITA’ SOCIALE

Ripudiamo e combattiamo fascismi, razzismo e guerre e sosteniamo e promuoviamo la cultura della legalità e della pace.

Utilizziamo un linguaggio ampio nel nostro processo di comunicazione interna ed esterna, perché il linguaggio ha il potere di rivelare l’esistenza di mondi e di crearne di nuovi. Il linguaggio ampio segue il principio di estensione che non mira a delimitare e categorizzare, quanto, piuttosto ad ampliare gli orizzonti andando oltre le differenze, a partire da quelle di genere.

Promuoviamo, nell’ambito dei nostri servizi e internamente, un’idea di ambiente di lavoro equo, inclusivo e rispettoso che si impegna ad adottare politiche sulla parità di genere volte a garantire l’uguaglianza tra donne e uomini e il rispetto di tutte le differenze, in ogni aspetto della vita aziendale, dalla selezione, valorizzazione delle risorse umane alla formazione, dalla retribuzione alle opportunità di crescita professionale. Svolgiamo un’attività di sensibilizzazione contro la violenza di genere. Promuoviamo il benessere organizzativo e la creazione di mindset che favoriscano il passaggio delle organizzazioni da egosistemi ad ecosistemi.

Le nostre cornici pedagogiche di riferimento sono quelle sociali, militanti, del margine, della libertà dell’autonomia, delle/degli oppress@ (es. Dolci, Don Milani, Gramsci, Dewey, Freire, bell hooks). La nostra offerta formativa è improntata sulle linee dell’apprendimento trasformativo (Mezirow) e riflessivo (Schön) e mette al centro la riflessione nel corso dell’azione, l’apprendimento nel corso della pratica. Adottiamo metodologie didattiche innovative ad alto potenziale inclusivo che aumentano l’autostima e il senso di autoefficacia e facilitano l’espressione e la partecipazione di persone che si percepiscono o vivono in una condizione di vulnerabilità (es. Debate, dilemma etico, filosofia per parole, ecc.).

Crediamo e diffondiamo un approccio culturale e sociale alla salute e sicurezza sul lavoro che tiene conto di risposte al rischio provenienti anche da persone non esperte ma basate su ragionamenti logici articolati e complessi di interpretazione della realtà, diversi da quelli su cui si basa il modello scientifico razionale della conoscenza, ma non meno importanti perché danno informazioni sugli aspetti relazionali insiti nei processi comunicativi tra persone e tra persone e istituzioni. Promuoviamo un reale approccio di genere alla salute e sicurezza sul lavoro, inteso come riconoscimento e considerazione delle differenze tra lavoratrici e lavoratori.

Ci impegniamo a divulgare cultura del buon lavoro a scuola e nelle organizzazioni per ridefinire il senso del lavoro, un senso morale e qualitativo che abbia valore per gli individui, la comunità e la società tutta.

Sosteniamo il ruolo delle humanites nei contesti di apprendimento formale, non formale e informale, crediamo in una via umanistica alla formazione aziendale, per evitare il rischio di una connotazione marcatamente funzionalistica dei processi di apprendimento-cambiamento in età adulta.

Promuoviamo i tre pilastri dello sviluppo sostenibile (ambientale, economico, sociale) attraverso la predisposizione di una specifica offerta formativa.

Carta della sostenibilità di SMILE Toscana.

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